(g.l.) Nata nel 1997 a Bordano, il “paese delle farfalle”, la Coop Pavees ha allargato l’orizzonte verso importanti ambienti naturalistici del Friuli Venezia Giulia, come la Riserva regionale di Cornino con i Laghetti Pakar e l’Area Faunistica Parulana di Forni di Sopra. E ora si aggiunge, sul Carso goriziano,  la Riserva naturale regionale dei laghi di Doberdò e Pietrarossa (che si estende sul territorio di tre Comuni contermini, vale a dire Doberdò del Lago, Monfalcone e Ronchi dei Legionari), per la quale, avendo appena vinto l’appalto quadriennale, annuncia un corposo programma di interventi strutturali e promozionali, al fine di favorirne la visibilità in Italia, ma anche oltre confine, essendo proprio letteralmente a due passi dalla Slovenia . L’obiettivo, infatti, è quello di un completo rilancio, con un’adeguata valorizzazione del sito e una sua promozione su larga scala: per fare questo, la cooperativa friulana che ha sede a Udine – l’insediamento ufficiale al Centro visite Gradina avverrà la settimana prossima – si presenta con un ricchissimo carnet di proposte, che promettono di rivoluzionare un sito «dalle altissime, ma finora in buona parte inespresse, potenzialità». Parole del presidente Luca Sicuro.

Il Centro visite Gradina.

LO SVILUPPO. Per conferire la giusta visibilità e un’adeguata forza attrattiva al Centro visite Gradina, uno dei più grandi del Friuli Venezia Giulia e dei più strutturati (grazie alla presenza degli annessi ristorante, foresteria, sala matrimoni, museo e orto botanico), la Coop Pavees ha predisposto un piano molto articolato, che si sviluppa su più filoni operativi. Uno riguarda l’estensione e l’arricchimento della proposta espositiva del Centro visite stesso e del museo, che verranno riqualificati e appunto sensibilmente potenziati con una folta serie di mostre temporanee e anche con installazioni esterne permanenti, a impronta didattica. Centrale sarà poi il “lancio” del ristorante, uno dei perni del programma promozionale della Riserva messo a punto dalla nuova gestione: «E’ una risorsa di estrema importanza, per attirare l’utenza, e va dunque cavalcata», afferma Sicuro, spiegando che per diversificare l’offerta e dunque renderla elemento di richiamo si è pensato di puntare con convinzione su specialità all’insegna del Km 0. «Abbiamo stretto accordi con numerose aziende e produttori locali – spiega al riguardo il presidente di Pavees – specializzati nella lavorazione e promozione di specialità tipiche. Si annuncia dunque un menù all’insegna, in primis, delle prelibatezze carsiche». Cambierà pure la gestione della foresteria, che diventerà più snella grazie all’introduzione – suggerita anche dai problemi dell’emergenza Covid – di un sistema di prenotazione online: in vista pacchetti turistici integrati, che includeranno pernottamento, servizio ristorante e visite guidate.

UN CICLO DI EVENTI. Sulle solide fondamenta degli interventi citati, sarà costruito il progetto di promozione delle ricchezze della Riserva, custode di una grande varietà faunistica e botanica. Pavees si farà promotrice di un ciclo di eventi annuali dedicati, proponendo anche pacchetti didattici per le scuole. La rete di collaborazioni territoriali è già fitta e si sta progressivamente intensificando. Per rendere il processo di rilancio quanto più efficace e rapido possibile, la Coop ha costituito un team ad hoc, composto da professionalità specifiche. E una grande attenzione è riservata alla lingua, considerato che la Riserva si sviluppa in fascia transfrontaliera e che si punta ad attrarre visitatori anche dalla vicina Slovenia: tutto il personale che lavorerà in loco, fra le 6 e le 8 persone, sarà bilingue, padroneggiando perfettamente sia l’italiano che lo sloveno.

L’UNIVERSITA’ DI UDINE. L’appalto vinto dalla Coop Pavees, che ha una durata di quattro anni, prevede pure lo sviluppo di progetti di studio, in stretta sinergia con l’Università di Udine. «Verranno effettuati, in particolare – anticipa Sicuro -, monitoraggi avifaunistici in tutta l’area tutelata». Un “modello” simile a quello della Riserva naturale regionale del Lago di Cornino, insomma, appunto anch’essa gestita da Pavees, come i Laghetti Pakar e l’Area faunistica di Forni di Sopra.

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In copertina e qui sopra due suggestive immagini del lago di Doberdò, sul Carso.

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